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Auktionsarchiv: Los-Nr. 260

Francesco de Mura (attr. a)

Schätzpreis
8.000 € - 10.000 €
ca. 8.820 $ - 11.026 $
Zuschlagspreis:
n. a.
Auktionsarchiv: Los-Nr. 260

Francesco de Mura (attr. a)

Schätzpreis
8.000 € - 10.000 €
ca. 8.820 $ - 11.026 $
Zuschlagspreis:
n. a.
Beschreibung:

Olio su tela, cm. 43x44,2 Storia Asta Christie's, Londra, South Kensington, 9 luglio 1992, n. 44 Esposizioni Immagini del tempo passato. Una raccolta toscana di dipinti antichi, a cura di Marco Fagioli e Francesca Marini, Capalbio, Palazzo Collacchioni, 28 agosto - 11 settembre 2005, cat. pp. 50, 51, n. 15, illustrato a colori. Dal 1708 nella bottega di Francesco Solimena rimase per lungo tempo il suo prediletto. Francesco De Mura fu senza dubbio il più talentuoso tra i suoi allievi e il più fedele almeno fino agli inizi degli anni Trenta: da allora si cominciano a cogliere i primi segni di uno sviluppo autonomo della propria personale sensibilità. Avvicinandosi al mondo degli affetti e delle allusioni sottili del teatro metastasiano alleggerì la solenne monumentalità compositiva tratta dal maestro e ne rischiarò gradualmente la tavolozza, già caratterizzata dal forte contrasto chiaroscurale. Il soggiorno a Torino nel 1741-43 e i contatti con le nuove istanze del classicismo romano di metà secolo, lo spinsero ancor più ad emanciparsi in quella direzione. Fino ad esiti di rococò mediterraneo come ci sembra si possano evidenziare nei gesti lenti e studiati, nel teatro contenuto dei sentimenti come l'amorevole distacco della Madre nella Madonna col Bambino. In questo piccolo ma raffinato dipinto, databile oltre la metà del secolo, l'artista declina il verbo solimeniano in cadenze arabescate. Pur esemplando la sua pittura sullo stile del maestro, il De Mura ricama sulla tela volute di panneggi che non ne posseggono più la forza, ma si aggraziano in giravolte e ghirigori, con riferimenti anche a Sebastiano Conca ultimo. Il Gesù Bambino, quasi un bambolotto assonnato, mantiene comunque una dignità di posa e di atteggiamento, che si confanno piuttosto ad un nobile commensale romano che ad un infante. E non è casuale il tre svolto con le dita della mano sinistra, a ricordare il ruolo terreno che Gli compete nella Divina Trinità. Francesco Giunti Bibliografia di riferimento Civiltà del '700 a Napoli 1734-1799, catalogo della mostra, Napoli, 1979; Settecento napoletano. SulIe ali dell'aquila imperiale 1707-1734, a cura di W. Prohaska e N. Spinosa, catalogo della mostra, Napoli,1994.

Auktionsarchiv: Los-Nr. 260
Auktion:
Datum:
28.10.2016
Auktionshaus:
Farsettiarte
Viale della Repubblica (area Museo "Luigi Pecci")
59100 Prato
Italien
[email protected]
+39 0574 572400
+39 0574 574132
Beschreibung:

Olio su tela, cm. 43x44,2 Storia Asta Christie's, Londra, South Kensington, 9 luglio 1992, n. 44 Esposizioni Immagini del tempo passato. Una raccolta toscana di dipinti antichi, a cura di Marco Fagioli e Francesca Marini, Capalbio, Palazzo Collacchioni, 28 agosto - 11 settembre 2005, cat. pp. 50, 51, n. 15, illustrato a colori. Dal 1708 nella bottega di Francesco Solimena rimase per lungo tempo il suo prediletto. Francesco De Mura fu senza dubbio il più talentuoso tra i suoi allievi e il più fedele almeno fino agli inizi degli anni Trenta: da allora si cominciano a cogliere i primi segni di uno sviluppo autonomo della propria personale sensibilità. Avvicinandosi al mondo degli affetti e delle allusioni sottili del teatro metastasiano alleggerì la solenne monumentalità compositiva tratta dal maestro e ne rischiarò gradualmente la tavolozza, già caratterizzata dal forte contrasto chiaroscurale. Il soggiorno a Torino nel 1741-43 e i contatti con le nuove istanze del classicismo romano di metà secolo, lo spinsero ancor più ad emanciparsi in quella direzione. Fino ad esiti di rococò mediterraneo come ci sembra si possano evidenziare nei gesti lenti e studiati, nel teatro contenuto dei sentimenti come l'amorevole distacco della Madre nella Madonna col Bambino. In questo piccolo ma raffinato dipinto, databile oltre la metà del secolo, l'artista declina il verbo solimeniano in cadenze arabescate. Pur esemplando la sua pittura sullo stile del maestro, il De Mura ricama sulla tela volute di panneggi che non ne posseggono più la forza, ma si aggraziano in giravolte e ghirigori, con riferimenti anche a Sebastiano Conca ultimo. Il Gesù Bambino, quasi un bambolotto assonnato, mantiene comunque una dignità di posa e di atteggiamento, che si confanno piuttosto ad un nobile commensale romano che ad un infante. E non è casuale il tre svolto con le dita della mano sinistra, a ricordare il ruolo terreno che Gli compete nella Divina Trinità. Francesco Giunti Bibliografia di riferimento Civiltà del '700 a Napoli 1734-1799, catalogo della mostra, Napoli, 1979; Settecento napoletano. SulIe ali dell'aquila imperiale 1707-1734, a cura di W. Prohaska e N. Spinosa, catalogo della mostra, Napoli,1994.

Auktionsarchiv: Los-Nr. 260
Auktion:
Datum:
28.10.2016
Auktionshaus:
Farsettiarte
Viale della Repubblica (area Museo "Luigi Pecci")
59100 Prato
Italien
[email protected]
+39 0574 572400
+39 0574 574132
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